“Buon
giorno,buona gente!” Con
queste parole Francesco salutò i Paesani stupiti
di Poggio Bustone quando vi entrò dalla porta a
valle nel 1208, proveniente da Assisi, con i suoi primi
compagni Bernardo da Quintavalle, Pietro Cattani, Egidio,
Sabatino, Morico, Masseo e Giovanni della Cappella. Parole
concilianti,rivolte a gente schiva ma non ostile, abituata
ad affrontare la durezza della vita quotidiana in quello
sperduto paesino alpestre, donato nel 1117 da Bernardo
di Rainaldo, signore dei Castelli di Poggio Bustone, all’abbazia
di Farfa.
Il piccolo drappello chiese ospitalità a pastori,ad
agricoltori e a poveri artigiani in un paese che era l’emblema
della povertà, tormentato dal rigore del clima,
dal vento persistente, confortato solo dal grandioso panorama
che si apre sulla Valle Reatina.
Il Santo dimorò in una spelonca tra le rupi dove
gli apparve l’angelo sotto forma di fanciullo che
gli annunziava la Remissione dei peccati:”Non
tormentarti, o Francesco, che i tuoi peccati ti saranno
perdonati come tu chiedesti a Dio”, inoltre gli
fu rivelata l’Espansione dell’ordine:”
Dio ci farà divenire una grande moltitudine e ci
propagherà fino ai termini del mondo..”.
Oggi l’antico luogo è caratterizzato da una
piccola Chiesina (Sacro Speco) con un
piccolo Campanile costruita in parte
nel 1300, in parte nel 1600, qui si entra nel cuore profondo
del francescanesimo.
Nella Chiesina e alla sommità di una breve scalinata
c’è un Altare su cui una
bella Pala del XVII sec. raffigura la
Remissione dei peccati mentre ai lati due pitture rappresentano,
quella a sinistra S. Bonaventura e S. Bernardino, quella
a destra S. Francesco e S. Antonio da Padova. Pochi e
stretti gradini immettono nella parte superiore della
Chiesina in cui, a destra, ben visibile la Grotta
delle Rivelazioni.
La Chiesina si raggiunge attraverso
un viottolo a spirale, ci vuole circa mezz’ora di
cammino dal Santuario e si sale per circa 600 metri ogni
sguardo è un incontro tra querce secolari,aceri campestri,
e sei edicole a ricordo di alcune vicende
legate al Santo, tra le quali l’impronta del Cappuccio,
l’impronta del gomito, l’apparizione del demonio,
l’impronta del piede del Santo per finire con l’impronta
del piede di un angelo umanizzatosi.
L’itinerario che si percorre è in assoluto
più francescano di ogni altro poiché apre
l’animo di ogni visitatore alla meditazione e alla
contemplazione, proprio come accadeva a Francesco al tempo
della sua permanenza a Poggio Bustone.

Tornati sul piazzale del convento si entra, attraverso un
portico, nella Chiesa di S. Giacomo, a
navata unica con copertura a capriate lignee. Sulla parete
destra si nota su di una tavoletta del XIV-XV sec. la
Madonna delle grazie col Bambino e S. Giuseppe,
ai lati due angeli in adorazione del XVII sec.. In basso,
durante i restauri del 1948, è stato scoperto un
affresco del XVII sec. che riproduce il paese di Poggio
Bustone con ai lati le figure di S. Francesco e
S. Antonio da Padova, fra i due un sommo pontefice
dall’identità non decifrabile.
Suggestivo il chiostro con cisterna che
costeggia la chiesa è originale del 1200, le altre
parti sono del 1500; le lunette del chiostro sono caratterizzate
da pitture del 1600 che riportano alcuni episodi della vita
di S. Francesco. Su
una della pareti si nota un affresco di scuola umbro-toscano
del ‘400 che riproduce una splendida Vergine
con il Bambino. Le pareti del refettorio
sono decorate con dipinti, al disotto di esso, attraverso
una stretta scala, si giunge nel primitivo romitorio.
Quest’angusto luogo fu ceduto dai Benedettini
a S. Francesco, conserva l’aspetto originario e le
rudimentali monofore sono arricchite da due vetrate istoriate.
Risaliti al livello superiore ed usciti di nuovo sul piazzale
si rimane meravigliosamente affascinati dal paesaggio della
conca reatina, a ridosso della montagna si nota il Tempietto
della Pace, dove all’interno è posta
una statua del santo sorridente mentre si accinge al cammino
della conservazione dell’umanità.Oggi il Santuario
è un bellissimo complesso abitato da tre religiosi
che attraverso una vita di preghiera di accoglienza e di
evangelizzazione portano avanti secondo i tempi il carisma
di S. Francesco.

Il Santuario è aperto da Aprile a Ottobre anche all’accoglienza
dei singoli, coppie e gruppi per momenti di condivisione
fraterna, riposo e ritiri, per questo c’è a
disposizione una cucina, il refettorio e delle stanzette
arredate in modo semplice ma confortevole. Ci sono sette
camere con bagno, una scrivania, una sedia e l’armadio.
Inoltre ci sono anche dei stanzoni con dieci letti a castello
per chi, come pellegrino passa qualche notte di riposo per
poi ripartire alla volta di Roma o Assisi.
Nella storia francescana Poggio Bustone è ricordato
come l’eremo del perdono, delle rivelazioni, e il
punto di partenza della prima missione di pace organizzata
dall’Apostolo di Assisi.
Bonaventura racconta: “ un giorno mentre, ritirato
in un angolo solitario, Francesco piangeva ripensando con
amarezza al suo passato, si sentì pervaso dalla gioia
dello Spirito Santo, da cui ebbe l’assicurazione che
gli erano rimessi tutti i peccati.
Rapito fuori di sé e sommerso totalmente in una luce
meravigliosa che dilatava gli orizzonti del suo spirito,
vide con perfetta lucidità l’avvenire suo e
dei suoi figli.
Dopo l’estasi ritornò dai fratelli e disse
loro: “ siate forti, carissimi, e rallegratevi nel
Signore”. |