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Il Cammino di Francesco e la Marcia del Perdono a Poggio Bustone
2 AGOSTO 2010
Il cammino di Francesco è prima di tutto un percorso interiore verso la propria anima; il viandante che lo intraprende cerca nella fatica del cammino libertà e conoscenza, verità e amore, preghiera e poesia.
“Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero».(Mt. 11:29 ss.). In queste parole del Salvatore c’è tutta l’essenza racchiusa nell’esperienza del “Cammino di Francesco”, compiuto per la prima volta dal Santo di Assisi nel 1208, l’anno del suo arrivo nella Valle Reatina, dove soggiornò a lungo, come testimonia la ricca agiografia.
Fra i luoghi della Valle Santa Reatina, dove più evidenti sono i segni lasciati da Francesco, Poggio Bustone rappresenta la sua meta mistica, il punto di arrivo del suo percorso di purificazione: ai piedi dell’ardita rupe, nella grotta divenuta poi il “SACRO SPECO”, un divino Messaggero mostrò all’umile Frate la visione della sua futura gioia eterna in Paradiso.
“Buon giorno buona gente”. Un mattino radioso dell’anno 1208 cominciò per Poggio Bustone una storia nuova, tutta segnata dalla presenza dell’uomo che, varcando l’antica porta del Borgo, ora Arco del Buon Giorno, pronunciò l’intenso e semplice saluto. Come un coro scaturito dalle pietre delle case, dai vicoli angusti, il saluto giunse alle orecchie meravigliate di tutti gli abitanti. Francesco D’Assisi, l’uomo più simile al Cristo, il Santo della Pace, giunto nella Valle Reatina, compì il suo primo miracolo in Poggio Bustone.
Per avere la pace occorre essere buoni e quel giorno, con quel saluto, il Poverello indicò da Poggio Bustone all’umanità intera l’unica possibile via verso la pacifica convivenza degli uomini nella stessa Patria comune, la Terra, il pianeta più bello e prezioso dell’intero universo, reso degno di accogliere il bene più alto della creazione: la Vita.
La pace è l’anelito insopprimibile di ogni uomo. Ma nasce dalla bontà. Capire questo vuol dire cominciare il cammino verso la perfezione indicata da Cristo nel Vangelo e raggiunta dal grande Santo di Assisi proprio nella terra di Poggio Bustone, dove l’Angelo gli annunciò la remissione dei peccati.
Per celebrare il dono di Francesco e per mantenere viva l’intima vocazione che quel dono ha evocato e risvegliato nella gente di Poggio Bustone, ogni anno, il 2 agosto, memoria del giorno del Perdono Francescano, le donne e gli uomini, i vecchi e i bambini del paese si ritrovano insieme nella “MARCIA DELLA PACE”. Il percorso della marcia inizia dal bivio tra la Provinciale per Ponte Crispolti e la Statale per Terni, e lungo i dieci chilometri che conducono al Santuario Francescano, il cammino costeggia il Lago Lungo, giunge alla Frazione San Pietro, poi attraverso l’antico sentiero, già percorso dal Santo, arriva all’Arco del Buon Giorno, attraversa il Centro Storico e dopo un ultimo tratto di ripida salita arriva al Santuario. La Marcia del Perdono, oltre che doverosa testimonianza del sommo valore che la ispira, rappresenta un momento di vera comunione; lungo il cammino la gente prega e canta, condivide gioia e fatica del cammino, ravviva nel proprio cuore quel fuoco d’amore che è poi l’eredità suprema che San Francesco ha lasciato a Poggio Bustone e alla Valle Santa Reatina.
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