San Francesco

01/10/2013

San Francesco
Buon giorno,buona gente!” Con queste parole Francesco salutò i Paesani stupiti di Poggio Bustone quando vi entrò dalla porta a valle nel 1208, proveniente da Assisi, con i suoi primi compagni Bernardo da Quintavalle, Pietro Cattani, Egidio, Sabatino, Morico, Masseo e Giovanni della Cappella. Parole concilianti,rivolte a gente schiva ma non ostile, abituata ad affrontare la durezza della vita quotidiana in quello sperduto paesino alpestre, donato nel 1117 da Bernardo di Rainaldo, signore dei Castelli di Poggio Bustone, all’abbazia di Farfa. Il piccolo drappello chiese ospitalità a pastori,ad agricoltori e a poveri artigiani in un paese che era l’emblema della povertà, tormentato dal rigore del clima, dal vento persistente, confortato solo dal grandioso panorama che si apre sulla Valle Reatina. Il Santo dimorò in una spelonca tra le rupi dove gli apparve l’angelo sotto forma di fanciullo che gli annunziava la Remissione dei peccati:”Non tormentarti, o Francesco, che i tuoi peccati ti saranno perdonati come tu chiedesti a Dio”, inoltre gli fu rivelata l’Espansione dell’ordine:” Dio ci farà divenire una grande moltitudine e ci propagherà fino ai termini del mondo..”. Oggi l’antico luogo è caratterizzato da una piccola Chiesina (Sacro Speco) con un piccolo Campanile costruita in parte nel 1300, in parte nel 1600, qui si entra nel cuore profondo del francescanesimo. Nella Chiesina e alla sommità di una breve scalinata c’è un Altare su cui una bella Pala del XVII sec. raffigura la Remissione dei peccati mentre ai lati due pitture rappresentano, quella a sinistra S. Bonaventura e S. Bernardino, quella a destra S. Francesco e S. Antonio da Padova. Pochi e stretti gradini immettono nella parte superiore della Chiesina in cui, a destra, ben visibile la Grotta delle Rivelazioni. La Chiesina si raggiunge attraverso un viottolo a spirale, ci vuole circa mezz’ora di cammino dal Santuario e si sale per circa 600 metri ogni sguardo è un incontro tra querce secolari,aceri campestri, e sei edicole a ricordo di alcune vicende legate al Santo, tra le quali l’impronta del Cappuccio, l’impronta del gomito, l’apparizione del demonio, l’impronta del piede del Santo per finire con l’impronta del piede di un angelo umanizzatosi. L’itinerario che si percorre è in assoluto più francescano di ogni altro poiché apre l’animo di ogni visitatore alla meditazione e alla contemplazione, proprio come accadeva a Francesco al tempo della sua permanenza a Poggio Bustone. Tornati sul piazzale del convento si entra, attraverso un portico, nella Chiesa di S. Giacomo, a navata unica con copertura a capriate lignee. Sulla parete destra si nota su di una tavoletta del XIV-XV sec. la Madonna delle grazie col Bambino e S. Giuseppe, ai lati due angeli in adorazione del XVII sec.. In basso, durante i restauri del 1948, è stato scoperto un affresco del XVII sec. che riproduce il paese di Poggio Bustone con ai lati le figure di S. Francesco e S. Antonio da Padova, fra i due un sommo pontefice dall’identità non decifrabile. Suggestivo il chiostro con cisterna che costeggia la chiesa è originale del 1200, le altre parti sono del 1500; le lunette del chiostro sono caratterizzate da pitture del 1600 che riportano alcuni episodi della vita di S. Francesco. Su una della pareti si nota un affresco di scuola umbro-toscano del ‘400 che riproduce una splendida Vergine con il Bambino. Le pareti del refettorio sono decorate con dipinti, al disotto di esso, attraverso una stretta scala, si giunge nel primitivo romitorio. Quest’angusto luogo fu ceduto dai Benedettini a S. Francesco, conserva l’aspetto originario e le rudimentali monofore sono arricchite da due vetrate istoriate. Risaliti al livello superiore ed usciti di nuovo sul piazzale si rimane meravigliosamente affascinati dal paesaggio della conca reatina, a ridosso della montagna si nota il Tempietto della Pace, dove all’interno è posta una statua del santo sorridente mentre si accinge al cammino della conservazione dell’umanità.Oggi il Santuario è un bellissimo complesso abitato da tre religiosi che attraverso una vita di preghiera di accoglienza e di evangelizzazione portano avanti secondo i tempi il carisma di S. Francesco. Il Santuario è aperto da Aprile a Ottobre anche all’accoglienza dei singoli, coppie e gruppi per momenti di condivisione fraterna, riposo e ritiri, per questo c’è a disposizione una cucina, il refettorio e delle stanzette arredate in modo semplice ma confortevole. Ci sono sette camere con bagno, una scrivania, una sedia e l’armadio. Inoltre ci sono anche dei stanzoni con dieci letti a castello per chi, come pellegrino passa qualche notte di riposo per poi ripartire alla volta di Roma o Assisi. Nella storia francescana Poggio Bustone è ricordato come l’eremo del perdono, delle rivelazioni, e il punto di partenza della prima missione di pace organizzata dall’Apostolo di Assisi. Bonaventura racconta: “ un giorno mentre, ritirato in un angolo solitario, Francesco piangeva ripensando con amarezza al suo passato, si sentì pervaso dalla gioia dello Spirito Santo, da cui ebbe l’assicurazione che gli erano rimessi tutti i peccati. Rapito fuori di sé e sommerso totalmente in una luce meravigliosa che dilatava gli orizzonti del suo spirito, vide con perfetta lucidità l’avvenire suo e dei suoi figli. Dopo l’estasi ritornò dai fratelli e disse loro: “ siate forti, carissimi, e rallegratevi nel Signore”.